America’s CupCosa stanno facendo di diverso questa volta i contendenti francesi alla Coppa

Tatjana Pokorny

 · 24.10.2026

Il La Roche-Posay Racing Team si allena dal 19 ottobre con il primo AC75 nel Golfo di Napoli.
Foto: Nicolas Touzé/La Roche-Posay Racing Team
Ideatore, fondatore del team, manager: il franco-tedesco Stephan Kandler punta all’America’s Cup insieme ai suoi compagni di avventura e al La Roche-Posay Racing Team. È stato un lungo percorso dagli esordi francesi nella Coppa nel 1970 fino agli attuali preparativi per la 38ª Louis Vuitton America’s Cup. Raramente i francesi sono sembrati così ben preparati, organizzati e determinati come ora.

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​Questa volta sarà tutto diverso? Il La Roche-Posay Racing Team è partito alla conquista dell’America’s Cup. I responsabili sono in gioco già da tempo, ma hanno cambiato rotta. Uno sguardo alla storia mostra che da oltre mezzo secolo la Francia è tra le nazioni velistiche che si contendono la Coppa d’Argento. La prima sfida fu guidata nel 1970 dal barone Marcel Bich con la “France”. Nel 1974, 1977 e 1980 seguirono altri tentativi da parte dei Bleu, Blanc, Rouge. Nel 1983, la “France 3” riuscì a raggiungere la semifinale di una serie di sfidanti.

I contendenti francesi alla Coppa America: dal Barone Bich al “French Kiss” fino alla K-Challenge

Il momento di massimo splendore della Grande Nazione nel mondo della vela è stato raggiunto dallo skipper Marc Pajot e dal suo team, che nel 1987, con “French Kiss”, sono arrivati in semifinale della serie di sfide per la Louis Vuitton Cup. Il team di Pajot ha ripetuto questo risultato nel 1992 con “Ville de Paris”. A partire dal 1995 i francesi hanno continuato a essere rappresentati, ma sono mancate risorse e continuità. Ad oggi si sono contate 13 edizioni della Coppa con la partecipazione francese. La 14ª sfida è in corso.

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Il motore franco-tedesco di questa iniziativa è Stephan Kandler, che nel 2001 ha iniziato a realizzare il suo sogno di una campagna di successo nella Coppa. Inizialmente ha sviluppato il progetto insieme a suo padre Ortwin Kandler, diventato famoso in Germania anche come cofondatore della campagna tedesca AeroSail. Dal 1993 al 1996, AeroSail non solo ha promosso i talenti tedeschi della vela, ma si è anche dedicata intensamente allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e ha fatto partecipare le proprie squadre a grandi regate.

A seguito di un cambio al vertice del gruppo Daimler-Benz – Jürgen Schrempp succedette a Edzard Reuter, che aveva sostenuto l’iniziativa a favore della vela – e del ritiro dell’azienda dallo sport velico, il progetto fu interrotto. L’obiettivo della campagna, ovvero la creazione di una squadra tedesca per l’America’s Cup, rimase allora irrealizzato.

AeroSail ha dato impulso a una nuova svolta nel nuovo millennio

Questo sviluppo, però, ha dato slancio al franco-tedesco Stephan Kandler. Cresciuto in Francia, insieme al padre Ortwin Kandler ha creato un team che dal 2004 porta il nome di K-Challenge. In qualità di team manager, il giovane Kandler guidò nel 2007 il K-Challenge, che con lo sponsor Areva partecipò alla 32ª America’s Cup a Valencia con il nome di Areval Challenge. L’esperienza si rivelò preziosa e il team si classificò all’ottavo posto.

Insieme a Jochen Schümann, due volte vincitore dell’America’s Cup, Kandler ha fondato nel 2009 il team franco-tedesco All4One, che ha partecipato, tra l’altro, all’Audi MedCup: tra il 2005 e il 2011, il modello precedente la 52 Super Series. Kandler è così rimasto attivo nel mondo della vela agonistica internazionale anche tra una grande campagna di Coppa e l’altra.

Stephan Kandler ha partecipato anche ai preparativi della sfida francese alla 35ª America’s Cup alle Bermuda. Lì, però, nel 2017 il Groupama Team France non è riuscito ad andare oltre l’ultimo posto. Nel 2021 Kandler ha poi ripreso con grande slancio il proprio progetto, collaborando con Bruno Dubois in vista della prossima edizione della Coppa e rilanciando con grande impegno la K-Challenge.

Ultimo a Barcellona, primo a Napoli nel nuovo campo di regata per l’America’s Cup

È così che è nato l’Orient Express Racing Team per la 37ª America’s Cup a Barcellona, con il sostegno del marchio Orient Express di Accor. In questa occasione, Stephan Kandler si è occupato dell’organizzazione, del finanziamento e delle partnership, mentre Dubois ha ricoperto un ruolo di primo piano nell’ambito sportivo e tecnico.

La squadra francese, grazie a una rimonta dell’ultimo minuto, era riuscita a battere Alinghi Red Bull Racing a Barcellona nella prima parte della serie degli sfidanti, ma ha poi ceduto agli svizzeri nel drammatico secondo e decisivo duello della seconda parte del campionato, venendo così eliminata. Nonostante questa sconfitta, Stephan Kandler afferma oggi: «È lì che ci siamo resi conto di essere davvero tornati in gioco». Ecco perché, dopo la Coppa di Barcellona, i francesi non si sono concessi una pausa, ma hanno continuato a potenziare la loro scuderia K-Challenge in tutti i settori.

​Quando poi, nell’autunno del 2025 il riassetto dei rapporti di forza nell’America’s Cup si è passati – abbandonando il diktat spesso imprevedibile dei vincitori per passare a una gestione condivisa di tutte le squadre – e si è deciso di, di ammettere alla 38ª America’s Cup di Napoli solo gli scafi dell’ultima edizione della Coppa, i francesi vi videro una grande opportunità per sé stessi.

Raggiungere più velocemente la vetta con il pacchetto di design dalla Nuova Zelanda

Bruno Dubois, membro del consiglio direttivo della K-Challenge, spiega: «L’ultima volta abbiamo ricevuto la nostra barca all’ultimo minuto. Non abbiamo avuto il tempo di capire tutto. Avevamo solo un set di vele. Ora è diverso. Dopo l’ultima Coppa abbiamo continuato a lavorare, approfondendo la conoscenza dei sistemi, dei foil e dell’interazione complessiva. E poi, all’improvviso, è arrivata la regola secondo cui non si potranno costruire nuovi scafi per la prossima Coppa.»

Per la K-Challenge questa decisione è stata come un invito irrinunciabile. Bruno Dubois afferma: «Non l’avevamo certo chiesto. Ma per noi tutto è andato al suo posto. Il tempo e l’impegno che abbiamo dedicato all’analisi dei dati ora faranno la differenza. A tal fine abbiamo anche coinvolto esperti francesi provenienti da altre squadre della Coppa, specializzati in analisi dei dati e progettazione delle vele.»

«Non stiamo dicendo che vinceremo l’America’s Cup. Ma faremo del nostro meglio». Bruno Dubois

Come un tempo per il design dell’AC75, così ora, nell’attuale ciclo della Coppa, arriva anche il pacchetto di design per i nuovi foil dell’Emirates Team New Zealand. Il foil francese per l’AC75 è comunque considerato veloce, ma a Barcellona non disponeva ancora di un team esperto né di tempo sufficiente per sfruttarne appieno il potenziale.

Ora, in vista della 38ª America’s Cup a Napoli, il pacchetto complessivo francese si presenta solido. Il direttore Stephan Kandler descrive così i risultati ottenuti dal suo team dal 2021 ad oggi: «Come K-Challenge, insieme alle squadre veliche dell’America’s Cup e della SailGP, alla nostra accademia e al K-Challenge Lab, in cinque anni abbiamo creato un valore complessivo di circa 150 milioni di euro. Partendo da zero.»

La cultura della prestazione olimpica caratterizza la squadra

Ora il La Roche-Posay Racing Team è stata la prima scuderia della Coppa a presentare a Napoli l’AC75 modificato. La prima settimana di allenamenti nel Golfo di Napoli è già terminata. Qui i francesi stanno guadagnando un vantaggio su tutte le altre squadre proprio in questa prima settimana. Questa volta non sono – come nel 2024 a Barcellona – gli ultimi nella nuova sede della Coppa, bensì i primi.

“Sappiamo quanto sia importante essere presenti sin dalle prime fasi. E ora lo vediamo tutti: si parte!” Stephan Kandler

Il fatto che i francesi abbiano apportato notevoli cambiamenti alla squadra in vista della loro nuova sfida in Coppa è dovuto anche all’attenzione rivolta alla Nuova Zelanda e alla pianificazione a lungo termine. Stephan Kandler afferma: «All’epoca, il Team New Zealand aveva ingaggiato due ragazzi di grande talento, Peter Burling e Blair Tuke. E le cose sono andate bene. Da noi è più o meno la stessa cosa: oltre a Quentin, con la sua esperienza nella Coppa, abbiamo ingaggiato Diego Botin, Florian Trittel e Jason Saunders».

Stephan Kandler paragona questo mix all’approccio di squadra adottato dalla Nuova Zelanda nelle ultime tre vittorie consecutive in Coppa: «È la stessa cultura della prestazione olimpica». Diego e Flo Hanno già vinto anche la SailGP. È davvero motivante. Questi ragazzi sono bravissimi, ma non se la tirano per niente. Quentin non deve più farsi carico da solo di tutte le responsabilità. E Diego e Flo non devono assumersi queste responsabilità fin dal loro esordio in Coppa.”

Kandler ha poi aggiunto: «Con Enzo Balanger e Lee McMillan abbiamo un ottimo mix». Per il posto riservato a una donna a bordo dell’AC75, come previsto dal regolamento, sono pronte a partire due valide strateghe: Amélie Grassi e la giovane promessa Maelenn Lemaître.

«A mio avviso, ci troviamo esattamente nella stessa situazione in cui si trovava il Team New Zealand nel 2013.» Stephan Kandler

Quanto bene si sia già comportata la squadra, ridotta a quattro velisti, nella seconda regata di qualificazione all’America’s Cup sui piccoli foiler AC40, mostra l'elenco dei risultati: Nonostante due drammatici capovolgimenti, i francesi si sono classificati al terzo posto su nove squadre in otto regate, dietro al principale sfidante italiano, Luna Rossa, e ai detentori neozelandesi della Coppa. Ci sono riusciti grazie a una velocità eccezionale, a una buona tattica e a due vittorie convincenti.

Affrontare la sfida con un forte spirito di squadra

A settembre, non pochi si chiedevano cosa sarebbe stato in grado di fare il La Roche-Posay Racing Team se non fosse stato per i ribaltamenti (in una gara era in testa). “Gli altri ci definivano, impressionati, ‘razzo’ o anche ‘missile’”. È stato bello sentirlo», ha raccontato Bruno Dubois da Napoli, descrivendo la spinta motivazionale ricevuta. Il manager esperto ha imparato anche questo dal suo nuovo direttore sportivo Philippe Presti: «Nell’America’s Cup conta anche il modo in cui ti presenti».

“Siamo riusciti a mettere insieme una squadra fantastica. È lo spirito di squadra che mi spinge ad andare avanti!” È quanto afferma Philippe Presti, direttore sportivo del La Roche-Posay Racing Team. Il 19 ottobre, con la presentazione del loro AC75, i francesi hanno aperto con determinazione il primo capitolo della loro più recente avventura nell’America’s Cup, precedendo tutte le altre squadre:

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Tatjana Pokorny

Tatjana Pokorny

Giornalista sportivo

Tatjana “tati” Pokorny è autrice di nove libri. Giornalista per la principale rivista di vela europea YACHT, lavora anche come corrispondente per l'Agenzia di stampa tedesca (DPA), l'Hamburger Abendblatt e altri media nazionali e internazionali. Nell'estate del 2024, Tatjana sarà in collegamento da Marsiglia per la sua nona Olimpiade consecutiva. Altri temi centrali sono l'America's Cup dal 1992, l'Ocean Race dal 1993, la Vendée Globe e altre regate nazionali e internazionali e i loro protagonisti. Disciplina preferita: ritratti e interviste a personaggi della vela. Quando ha iniziato a fare giornalismo sportivo, si occupava ancora intensamente di basket e di altri sport, ma la vela è diventata ben presto il suo obiettivo principale. Il motivo? L'ottimista dichiarato dice: “Non esiste un altro sport come questo, uno sport con personalità così interessanti e intelligenti, uno sport così vario, uno sport così pieno di energia, forza e idee. La vela è come una dichiarazione d'amore per la vita sempre rinnovata".

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