America’s Cup 2027Manca un anno al duello a Napoli

Antonia von Lamezan

 · 10.07.2026

Esattamente un anno prima del primo via, la fase di test dell’Emirates Team New Zealand procede a pieno ritmo. Il «Taihoro» durante il 18° giorno delle prove ufficiali Recon, il 12 giugno 2026. L’imbarcazione da regata AC75 ad alta tecnologia è il punto di partenza con cui i neozelandesi puntano alla storica quarta difesa del titolo consecutiva.
Foto: Sam Thom / America's Cup
Il 10 luglio 2027 prenderà il via la più antica competizione sportiva del mondo, per la prima volta nelle acque italiane. Mentre il detentore del titolo, l’Emirates Team New Zealand, punta a una storica quadrupletta, per le squadre inizia l’inesorabile lotta contro il tempo. A un anno dalla prossima America’s Cup una cosa è certa: d’ora in poi gli esperimenti sono vietati.

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La perfezione alla prova: quando frazioni di secondo decidono il destino di anni interi

È una data segnata in rosso nelle agende dell’élite velistica mondiale: Il 10 luglio 2027, il direttore di regata Iain Murray darà il via alla procedura di partenza della prima regata della 38ª edizione dell’America’s Cup nella baia di Napoli. Murray, velista professionista e progettista di yacht, nel 1987 era lui stesso arrivato in finale di quella storica competizione. Per i team partecipanti è il momento della verità, in cui gli anni di preparativi, spesso svolti in segreto, devono concretizzarsi in acqua.

La situazione di partenza è ben definita: l’Emirates Team New Zealand, dopo il trionfo alla 37ª America’s Cup a Barcellona, parte come favorito Defender (campioni in carica) entrano in gara. Chi affronterà i neozelandesi si deciderà nella Louis Vuitton Cup, la tradizionale Challenger Selection Series. Anche se il calendario preciso delle giornate di gara non è ancora stato definito in via definitiva, una cosa è certa: lo sfidante dovrà affrontare una delle competizioni eliminatorie più dure dello sport internazionale e presentarsi alla finale con la necessaria tempra.

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Il fatto che questa finale si disputi in Italia nel 2027 rappresenta una novità assoluta. L’America’s Cup è uno dei trofei sportivi più antichi al mondo ad essere stato disputato ininterrottamente, ma le acque al largo di Napoli faranno da cornice per la prima volta alla finale di questa prestigiosa competizione.

Perché dodici mesi nel ciclo della Coppa sono un batter d’occhio

Nel mondo reale, dodici mesi potrebbero sembrare un lasso di tempo ampio; nel cosmo tecnologico dell’America’s Cup, invece, si tratta di un periodo residuo critico. Le decisioni fondamentali relative al design degli altamente complessi monoscafi alari AC75 sono state prese già da tempo. Per mesi gli ingegneri hanno alimentato i supercomputer con simulazioni CFD (Computational Fluid Dynamics) e testato modelli virtuali. Ora è giunto il momento della realtà: i dati digitali devono essere tradotti in imbarcazioni fisiche, componenti delicati e sistemi di controllo altamente complessi.

Nathan Outteridge, skipper dell’Emirates Team New Zealand, attende con entusiasmo l’inizio del ritiro durante l’estate neozelandese:

Siamo davvero entusiasti: manca solo un anno all’inizio della sfida.”

Dietro le quinte, però, si respira un clima di tensione pragmatica. Il capo della squadra Grant Dalton sa bene cosa c’è in gioco. Dopo i successi alle Bermuda, ad Auckland e a Barcellona, i neozelandesi puntano alla quarta difesa del titolo consecutiva a: Un traguardo che nessuna squadra ha mai raggiunto nella lunga storia della Coppa. È vero che il New York Yacht Club ha detenuto la Coppa per 132 anni, ma in quell’occasione a gareggiare per il club erano sempre stati consorzi diversi.

Dalton fa un bilancio dei prossimi mesi:

Il tempo passerà in fretta. In questa fase probabilmente ogni squadra ha il potenziale per fare bene, ma solo poche riusciranno alla fine a vincere. La decisione definitiva arriverà solo l’anno prossimo, ma quest’anno è la fase critica della preparazione che, in ultima analisi, determinerà la vittoria o la sconfitta.”

Alla ricerca della velocità massima

Dalton chiarisce che la fase delle sperimentazioni creative è ormai finita. Le priorità per l’ultimo anno sono incentrate su un’attenzione radicale alla velocità pura dell’imbarcazione.

Per il campione in carica ciò significa che, a partire da subito, tutte le risorse saranno destinate esclusivamente a misure che rendano la barca misurabilmente più veloce in regata. Gli esperimenti di ampio respiro vengono eliminati. Al loro posto prevale il lavoro di precisione:

  • Ottimizzazione del foil: Rifinitura delle ali per garantire la massima portanza con la minima resistenza.
  • Bilancio di peso: Controllo rigoroso di ogni grammo a bordo.
  • Affidabilità del sistema: Protezione dei sistemi idraulici ed elettronici contro i guasti.
  • Armonia all'interno dell'equipaggio: La perfetta sintonia tra i velisti e una tecnologia estremamente complessa.

Le linee guida generali sono state definite. Il prossimo anno sarà decisivo per mettere a punto i dettagli e stabilire fino a che punto gli equipaggi riusciranno ad avvicinarsi, in condizioni reali, al massimo teorico delle loro imbarcazioni. A questo punto non sono più possibili grandi cambiamenti di rotta.

L'impresa logistica di Napoli

Mentre le squadre veliche si contendono ogni nodo in mare, dietro le quinte procedono i preparativi logistici e infrastrutturali dell’evento. Con i percorsi di regata nella baia di Napoli e lo suggestivo panorama del Vesuvio sullo sfondo, la Coppa entra in un territorio inesplorato. È vero che l’Italia, con consorzi come Luna Rossa Sebbene in passato abbia ospitato più volte sfidanti di alto livello, è la prima volta che il Paese ospita la Louis Vuitton Cup e la finale vera e propria.

I piani organizzativi del Comune sono ambiziosi:

  • Infrastrutture: Realizzazione di ampi “Race Village” a Napoli e nel quartiere di Bagnoli.
  • Gestione del pubblico: Creazione di aree dedicate al pubblico lungo la costa.
  • Media e ristorazione: Realizzazione di moderni centri di trasmissione e di accoglienza per un pubblico globale.

Al momento non è ancora possibile formulare una previsione attendibile sul numero finale di spettatori; i dati affidabili saranno disponibili solo in prossimità dell’evento, sulla base delle prenotazioni e delle registrazioni. È tuttavia certo che il mondo della vela italiana sia considerato estremamente appassionato. Se la squadra di casa Luna Rossa Poiché questo evento riveste un ruolo di primo piano, ci si può aspettare un enorme interesse a livello locale e una straordinaria affluenza di tifosi.

Per il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l'evento rappresenta un'opportunità, ma anche una sfida logistica:

Siamo pronti per la competizione e c’è grande interesse per la nostra città. La città è molto felice di ospitare questa competizione e la gente non vede l’ora che inizi l’America’s Cup.”

Una delle sfide per l'amministrazione comunale consisterà nel conciliare questo grande evento con la pianificazione del traffico e le misure di sicurezza di una regione costiera già di per sé molto frequentata.

I tre fronti del conto alla rovescia finale

Per gli osservatori e gli esperti, ora inizia la fase più avvincente: dai resoconti dei curiosi presenti agli allenamenti e dalle prime immagini “out-of-the-water” si vedrà chi ha fatto il proprio dovere. Nel corso del prossimo anno, l’attività sportiva si concentrerà su tre aree principali:

  1. Progettazione e realizzazione: La realizzazione concreta delle simulazioni. Chi riesce a portare in acqua con successo forme dello scafo modificate o nuove generazioni di foil e a convalidare i dati teorici?
  2. Campagna e team: La fiducia cieca a bordo. A velocità ben superiori ai 40 nodi, le manovre devono essere eseguite in modo assolutamente sincronizzato. L’integrazione dell’analisi dei dati in tempo reale nella routine di allenamento diventa in questo caso un fattore decisivo.
  3. Area e formato: L’adattamento alle condizioni locali. Oltre alle regate di preparazione con le imbarcazioni più piccole della classe AC40 e alle competizioni collaterali della Women’s e della Youth America’s Cup, i team devono familiarizzarsi con le specificità del Golfo di Napoli: tra queste, le correnti termiche locali, le condizioni delle correnti marine e il caratteristico moto ondoso.

Il margine di errore si è ridotto al minimo. Mentre a Napoli i preparativi a terra procedono a pieno ritmo, in mare ha inizio il duello psicologico e tecnologico per l’ultima messa a punto. Se alla fine sarà l’Emirates Team New Zealand a scrivere davvero la storia dello sport o se sarà uno sfidante a trionfare nelle acque italiane, non si deciderà solo al momento del via nel luglio 2027, ma in ogni singolo giorno del prossimo anno.


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Antonia von Lamezan ist gebürtige Hamburgerin und studierte Kultur- sowie Sozialwissenschaftlerin (Lüneburg/Kopenhagen). Obwohl die Seefahrt zur Familiengeschichte gehört, fand sie den eigenen Weg aufs Wasser erst als Erwachsene – dann jedoch mit voller Begeisterung und Konsequenz: Innerhalb eines Jahres absolvierte sie alle für die Langfahrt erforderlichen Scheine, tauschte das geregelte Stadtleben gegen das eigene Boot und segelte zwei Jahre lang auf eigenem Kiel durch Europa. Als Volontärin in der Redaktion verbindet sie nun fachlichen Hintergrund mit ihrer Leidenschaft für das Meer, Boote und das Schreiben.

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