Gli italiani, che nel 2000 avevano vinto la Louis Vuitton Cup come esordienti al largo di Auckland e con essa il diritto di sfidare la Coppa, sono così tornati nel luogo del loro trionfo. "È bello tornare in Nuova Zelanda dopo che alcuni di noi hanno trascorso qui cinque anni della loro vita", ha dichiarato lo skipper Max Sirena, citato dall'ufficio stampa. "Vogliamo prima allenarci da soli per dieci giorni e poi regatare contro Team New Zealand per respirare un po' di atmosfera competitiva. Dobbiamo sfruttare bene questo tempo perché con l'AC 45 partiamo praticamente da zero".
Naturalmente lo zero è piuttosto relativo, perché gli italiani sponsorizzati da Prada sono ben finanziati e non hanno lesinato sull'assunzione di velisti competenti. In primo luogo, c'è il britannico Chris Draper, ex campione del mondo di 49er e fino a poco tempo fa timoniere del sottofinanziato Team Korea, con cui ha regatato in modo sensazionale alle World Series di Coppa America dello scorso anno. Gli italiani hanno poi portato a bordo Paul Campbell-James, che ha già ottenuto grandi successi negli Extreme 40 (per The Wave, Muscat e Luna Rossa, tra gli altri). A lui si aggiungono lo specialista di match race Francesco Bruni e Matteo Plazzi, entrambi veterani di precedenti campagne di Coppa.
Secondo Sirena, il grande veicolo, l'AC 72, è attualmente prodotto in Italia e verrà spedito in Nuova Zelanda per essere assemblato e addestrato. Questo sembra aver diviso i quattro contendenti della Coppa in due schieramenti. Da un lato, il defender Oracle Racing e lo sfidante ufficiale svedese Artemis Racing. Dall'altra, Team New Zealand e Luna Rossa. Solo il tempo ci dirà se uno dei team ACWS più piccoli e finanziariamente deboli si unirà a questo illustre quartetto.
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