La stagione volge al termine, arrivano le giornate buie e con esse il rimessaggio invernale. Chi naviga con la propria imbarcazione da molto tempo affronterà questi lavori con maggiore serenità. Se invece l’armatore è meno esperto o possiede l’imbarcazione da poco tempo, il giorno del sollevamento con la gru sorgeranno sicuramente alcune domande: È meglio rimessare il motore in acqua o a terra? Quando devo effettuare il cambio dell’olio? Devo lucidare la barca subito in autunno o in primavera? E qual era, scusate, l’ordine delle operazioni di rimessaggio invernale?
Per questo motivo abbiamo elencato per voi le operazioni più importanti, a partire dal cambio dell’olio fino alla verniciatura antivegetativa in primavera. Durante il rimessaggio invernale, oltre alle attività annuali di manutenzione e cura, l’obiettivo principale è proteggere l’imbarcazione dagli effetti dell’inverno. Da un lato dalla pioggia e dalla neve – ad esempio tramite il rimessaggio in capannone o l’uso di un telone –, dall’altro anche dal freddo, dal gelo e dall’umidità.
Mettere lo yacht a terra in inverno non è però strettamente necessario, ma piuttosto un fenomeno tipicamente tedesco. La maggior parte delle imbarcazioni in vetroresina è perfettamente adatta al svernamento anche tra i ghiacci, come dimostrano i nostri vicini olandesi. Lì, ogni anno migliaia di yacht rimangono nel loro elemento. Tuttavia, è necessario che si tratti di acque tranquille e che vengano prese le dovute precauzioni.
Senza dubbio, però, il proprietario dorme più tranquillo quando lo yacht è sollevato su cavalletti e conservato in un capannone asciutto, mentre fuori le tempeste invernali si abbattono sulla casa. Per evitare però che solo troppo tardi – magari sotto l’albero di Natale – gli venga in mente un dettaglio importante trascurato nella preparazione per l’inverno, è utile redigere in anticipo un piano in cui siano elencati tutti i punti in questione. Lo schema riportato sopra può servire da punto di riferimento. I singoli punti dovranno essere gestiti in modo diverso a seconda dell’imbarcazione.
Per avere una visione d’insieme dei lavori e dei costi, è inoltre opportuno redigere uno schema con gli interventi necessari durante l’inverno. A tal fine è opportuno numerare le fasi seguendo un ordine logico, per evitare, ad esempio, di rendersi conto solo dopo aver oliato il teak che prima sarebbe stato necessario riparare alcune fughe.
Alcuni interventi andrebbero effettuati già in autunno. Ad esempio, il controllo del motore, in modo che la sostituzione delle basamenti del motore o interventi simili possano essere inseriti subito nella lista delle cose da fare. Altri lavori minori sono invece più indicati per la primavera, come ad esempio la manutenzione dei verricelli o la sostituzione degli anodi sacrificali.
Nella maggior parte dei casi, la preparazione per l'inverno inizia con il cambio dell'olio. A tal fine, è necessario far riscaldare il motore, poiché l'olio caldo è meno denso di quello freddo e può quindi essere scaricato più facilmente. Nella preparazione della macchina per l'inverno occorre distinguere tra il sistema di raffreddamento a doppio circuito e quello tradizionale a circuito singolo.
Mentre nel sistema di raffreddamento a doppio circuito è solitamente sufficiente svuotare l’alimentazione dell’acqua e controllare l’antigelo nel serbatoio di espansione, rabboccandolo se necessario, nel sistema di raffreddamento a circuito singolo è necessario lavare l’intero circuito di raffreddamento con antigelo. Ciò può avvenire immettendo l’antigelo nel sistema attraverso il filtro dell’acqua di mare, fino a quando non fuoriesce dallo scarico e viene raccolto, oppure tramite un circuito di raffreddamento autocostruito. In questo caso, l’antigelo viene aspirato da una tanica tramite l’aspirazione dell’acqua di raffreddamento e reimmesso nella tanica dall’altra parte attraverso il sistema di raffreddamento dello scarico. Attenzione: lo scarico non viene più raffreddato, pertanto il motore non dovrebbe funzionare per troppo tempo.
Per preparare il motore con raffreddamento a circuito unico all’inverno, è importante anche portare prima il motore alla temperatura di esercizio: solo allora il termostato si apre, consentendo così di alimentare l’intero circuito di raffreddamento con antigelo durante l’aspirazione.
Se lo yacht viene rimessato in un capannone per l’inverno, dovrebbe essere lucidato già in autunno in vista della stagione successiva – un’operazione che molti armatori affrontano solo in primavera, poco prima della messa in acqua. «A quel punto, però, le imbarcazioni sono di nuovo ricoperte di polvere e durante la lucidatura si formano micrograffi nel gelcoat», spiega Sven Jürgensen di Maincare, esperto nel campo della cura degli yacht. «In autunno, invece, subito dopo un lavaggio accurato dello scafo, le condizioni sono ideali». Inoltre, in quel periodo la temperatura è solitamente ancora piacevole e l’aria meno umida. Infatti, in primavera il gelo notturno raffredda regolarmente le imbarcazioni, mentre il sole che durante il giorno batte sui tetti dei capannoni produce condensa. «La lunga attesa non danneggia la lucidatura», continua Jürgensen, «a farlo sono solo il sale e la luce solare. Nel capannone l’imbarcazione ne è protetta».
Se però l’imbarcazione viene rimessata all’aperto durante l’inverno, può effettivamente essere opportuno lucidarla solo in primavera. Infatti, se il telone ha lasciato segni di sfregamento sullo scafo, è possibile rimuoverli durante questa operazione. «In ogni caso, prima della lucidatura l’imbarcazione dovrebbe essere pulita e sgrassata a fondo», afferma Jürgensen. «E bisogna assicurarsi che l’aria contenga poca umidità, altrimenti i lucidanti tradizionali non hanno alcuna efficacia». L’azienda specializzata è meglio attrezzata in tal senso e dispone di dodici tipi di lucidanti abrasivi e lucidanti a alta lucentezza adatti a tutte le condizioni atmosferiche. Anche una buona illuminazione è un vantaggio. «In primavera si vedono molte imbarcazioni mal lucidate uscire dai capannoni, perché i proprietari, alla fioca luce interna, riuscivano a malapena a distinguere la superficie in gelcoat.»
Prima che l’imbarcazione venga portata nel capannone o avvolta in un telone, dovrebbe essere sgomberata il più possibile. Naturalmente, devono essere rimosse a bordo soprattutto tutte le sostanze pericolose, la bombola del gas, i razzi di segnalazione e la tanica di benzina di riserva. Oltre alle provviste della stagione precedente, è necessario rimuovere sistematicamente anche tutti i tessuti, poiché spesso assorbono l’umidità dell’aria e si forma la muffa. È necessario prestare particolare attenzione a garantire una buona ventilazione. Se lo yacht è rivestito con moquette sulle pareti, è consigliabile installare anche dei deumidificatori. Inoltre, è necessario garantire una ventilazione forzata della cabina tramite boccaporti leggermente aperti, per evitare la formazione di umidità.
Chi desidera coprire la propria imbarcazione nel capannone con un telone antipolvere dovrebbe preferire un telone di cotone, anziché uno di plastica, poiché consente un ricambio d’aria decisamente migliore. Nel deposito all’aperto è importante che l’imbarcazione sia protetta dalle intemperie, ma anche ben ventilata. A tal fine è necessaria un’apertura efficace nella parte anteriore e posteriore del telone. In questo modo l’aria circola costantemente al di sotto del telone, evitando la formazione di condensa.
Chi vuole proteggere la propria imbarcazione dalle intemperie con un telone deve sceglierne le giuste dimensioni e fissarlo saldamente, in modo che possa resistere alle tempeste invernali. Chi getta il telone sull’imbarcazione senza pensarci troppo, non potrà goderne a lungo. È fondamentale, soprattutto, evitare spigoli vivi e punti di sfregamento.
Lo facciamo continuamente – ma è davvero giusto??
Questo metodo è sicuro ed efficace. Salute!
I produttori Marelon e Trudesign sono presenti sul mercato da oltre 30 anni. I loro prodotti possono infatti essere considerati resistenti alle intemperie invernali.
Spesso i gestori dei depositi invernali cercano di attirare nuovi clienti con prezzi al metro quadro vantaggiosi. Le somme più ingenti, però, si nascondono poi nelle spese accessorie. Oppure il gestore vieta al proprietario di occuparsi personalmente dei lavori, costringendolo a ricorrere al proprio servizio.
A bordo restano solo gli oggetti che non possono ammuffire o marcire. Non importa se i parabordi vengono riposti nel garage umido o nella barca umida. Regola generale: carta e tessuti devono essere sbarcati.
Sebbene molti velisti procedano effettivamente in questo modo, sarebbe preferibile caricare completamente le batterie una volta in autunno e poi scollegarle dalla rete elettrica. Dopotutto, un collegamento elettrico incustodito rappresenta sempre un pericolo.
Anche se lo yacht è al riparo sotto una copertura fissa, non fa male coprirlo con un telo antipolvere ignifugo. Infatti, durante l’inverno si deposita inevitabilmente una grande quantità di polvere sulla sua superficie.
È meglio che sia sempre pronta all’uso, nel caso in cui dovessero verificarsi dei problemi durante l’inverno. Un piccolo sensore antigelo elettrico nel vano motore protegge da eventuali danni.
Finché sono ancora in buone condizioni, non è necessario sostituirle. È sufficiente levigarne la superficie con della carta vetrata.